Scienza

Facebook ed Apple pagano il congelamento degli ovuli alle loro dipendenti

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Gli ovuli di Facebook e di Apple fanno discutere. Sì, la decisione dei due colossi statunitensi di proporre alle proprie dipendenti il congelamento degli ovuli per pensare alla carriera e diventare mamme in un momento successivo ha scatenato, come era prevedibile, un mare di contestazioni.

Riassumento: i due giganti dell’informatica hanno offerto un contributo economico alle proprie dipendenti che volessero congelare i propri ovuli per avere la possibilità, in futuro, di diventare mamme. La procedura è già stata avviata da Facebook, mentre per Apple comincerà a gennaio del prossimo anno.

Lo spirito dell’iniziativa è molto semplice, come fatto trapelare dalle stesse aziende: se è vero che pensare alla carriera e al tempo stesso diventare mamme è un’impresa quasi impossibile, attraverso un benefit di questo tipo le donne sanno che le compagnie per cui lavorano investono su di loro, regalando l’opportunità di diventare manager senza rinunciare a un figlio.

La pratica di congelare gli ovuli è ancora poco nota in Italia, mentre negli Stati Uniti si sta diffondendo con relativa rapidità. Occorre precisare, per altro, che essa non assicura la certezza di un bambino. Non è un caso che, nel contratto che viene fatto firmare dalle aziende, venga specificata l’assenza di garanzie di successo. In particolare, è tanto più probabile che il congelamento degli ovuli permetta di avere un figlio quanto più precocemente gli ovuli stessi vengono congelati.

Non va dimenticato, infine, che una procedura simile ha costi non indifferenti: insomma, può essere adatta a una manager, non certo a un’operaia o alle maestranze.

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