Sport

Il Calcio? Uno sport da donne!

Uno sport troppo fisico per il Gentil sesso? Non esattamente…. a volte le “femminucce” sono proprio i maschi!

A dimostrarlo, lo stupore di un lettore di Metro.co.uk, David Hickey, che dopo aver visto la partita tra le nazionali femminili di Germania e Inghilterra, ha scritto un commento (con ironia tipicamente british) sul portale sostenendo che le donne non sarebbero adatte a questo sport, in quanto non conoscerebbero nemmeno le regole base.

Quando c’è un contrasto, le donne non cadono e continuano a giocare. Non fanno finta di infortunarsi. Non si tuffano. Non fanno in modo che le avversarie vengano espulse ingiustamente. Non si spintonano quando battono un calcio d’angolo. E, la cosa peggiore di tutte, non creano problemi alla terna arbitrale. Come ben sanno quelli che guardano la Premier League, a calcio non si gioca così“.

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Nel nostro Paese un’affermazione come quella riportata nel titolo suona quasi blasfema. Il calcio, è risaputo, oltre ad essere lo sport nazionale del Belpaese tanto nel seguito quanto nella pratica, a cui sono votati gli esemplari di “maschio italico” di tutte le età, rappresenta anche una serie di attività “passive” a cui il sopracitato mammifero si dedica nell’ultimo giorno della settimana. Il riposo del guerriero è animato da scontrini pieni zeppi di uno, ics e due, over e nomi di squadre italiane e non, più o meno conosciute. In qualche modo sembrerebbe si tratti di un mondo iniziatico al quale è consentito l’accesso solo al genere proveniente da Marte.

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Niente di più sbagliato. Anche le discendenti di Venere hanno tutto il diritto di esibirsi in tacchetti e calzoncini, e non soltanto per deliziare gli sguardi famelici delle controparti, come vorrebbe tutta una scuola pubblicitaria basata sull’apparenza, in voga da ormai troppi anni. La donna, nella pratica del calcio, può ricollocarsi da oggetto a soggetto. Si pensi al caso di Carolina Morace, un esempio di donna a tutto tondo, non solo nel campo dello sport. L’atleta veneziana, che debuttò nella nazionale femminile nel ’78 contro la selezione jugoslava, ha collezionato 105 reti in 150 presenze in maglia azzurra. Nel ’99, ritiratasi già da un anno dalla carriera di calciatrice, allenò la Viterbese, la sua prima squadra maschile, militante nella terza serie italiana. Dal 2000 al 2005 tenne le redini della nazionale femminile italiana e, nel 2009, quelle della formazione delle migliori atlete canadesi. Nonostante sia il settore dove ha raggiunto l’eccellenza, è bene sottolineare che Carolina Morace non è solo calcio: laureata in giurisprudenza, infatti, esercita la professione di avvocato.

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