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La necessità aguzza l’ingegno: nuovo lavoro anti-crisi

La necessità aguzza l’ingegno: l’antico e diffuso proverbio non è mai stato così attuale. In piena  crisi economico – finanziaria e con un tasso di disoccupazione alle stelle, per fortuna sono in tanti, giovanissimi e non solo, che creano dal nulla un nuovo lavoro contro la crisi, una nuova e più appetibile “figura professionale”.

È  il caso di un quarantaduenne di origini salernitane ma residente a Milano da dodici anni, Giovanni Cafaro, che pur avendo conoscenze e competenze di tutto rispetto (Laurea in Scienze della Comunicazione) è rimasto da un giorno all’altro senza lavoro. Pur scoraggiato dalle inutili promesse e dall’invio di numerosi curricula, non si è abbattuto e si è inventato un nuovo lavoro anti-crisi. In sostanza Giovanni si “mette in fila” (in banca, alla posta, negli uffici pubblici e degli enti locali, etc.) per chi non ha tempo o voglia di aspettare. Chiede dieci euro all’ora e emette ricevuta fiscale per i compensi richiesti.

Giovanni ha avuto l’intuito di interpretare quel senso di disagio e di insofferenza comune a chi deve sbrigare una pratica all’ASL o semplicemente inviare una raccomandata. Chi non ha tempo perché lavora e magari per aspettare ore e ore deve anche chiedere un permesso in ufficio, può contare su Giovanni che con professionalità svolge il suo lavoro.

"Il primo codista italiano"
“Il primo codista italiano”

Come è arrivato a questo? Fino a pochi mesi prima lavorava come direttore marketing in un’azienda che ha chiuso i battenti in Italia per riaprire nell’Europa dell’est e certamente senza un lavoro non poteva far fronte all’affitto e alle bollette da pagare. Dopo aver inviato ben cinquecento curricula e avendo ottenuto poco meno di cinque colloqui e solo molte promesse millantate, si è inventato un lavoro. Pur di non andare all’estero poiché la fuga per Giovanni è una sconfitta.

Come fa Giovanni a farsi conoscere dai suoi potenziali clienti? Ha tappezzato Milano con dei volantini e giura che il telefono squilla di continuo. Ha creato un profilo Facebook per farsi conoscere meglio ma il lavoro è in crescita: per il momento emette ricevuta fiscale lavorando in ritenuta d’acconto ma se l’attività proseguirà a gonfie vele, aprirà anche una partita IVA. Per il momento Giovanni si gode i primi compensi che gli permettono di pagare le spese sperando che questa interminabile crisi abbia una fine.

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