Cucina

TONNO IN SCATOLA: Ecco la top 5 delle marche peggiori più utilizzate

Il tonno in scatola rappresenta uno degli alimenti più diffusi nelle dispense e nelle cucine italiane, non solo per il suo gusto, ma anche per la comodità che offre: ha una data di scadenza molto allungata, e in più può accompagnare qualsiasi pietanza, dalle insalate di riso a quelle di pasta, dai primi ai secondi, dai pasticci di pesce alle verdure ripiene. Occorre, però, sapere che alcuni marche sono migliori di altre: per la qualità degli ingredienti impiegati, per esempio, ma anche per le modalità di pesca impiegate per recuperare i tonni. A questo proposito, Greenpeace ha creato una vera e propria classifica dei marchi di tonno in scatola che si possono acquistare nei supermercati italiani.

Tonno-al-naturale

Ecco la classifica:

5) Posto:

Il tonno in scatola migliore è reputato il Tonno Callipo, che si fa apprezzare per il suo sapore ben equilibrato, non troppo salato: la sua è una carne calibrata, che si contraddistingue per toni piacevoli e morbidi. Insomma, un tonno quasi perfetto, come dimostrato anche dai colori naturali, indice di freschezza. Il problema è che, ovviamente, la qualità si paga.

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Il tonno in scatola Callipo, infatti, ha un prezzo che è quasi il doppio rispetto a quello della concorrenza.

4) Posto:

Piuttosto apprezzabile è anche il tonno As Do Mar, che si trova al quarto posto della classifica di Greenpeace. In questo caso, però, le pecche non mancano: l’olio di oliva extravergine viene giudicato mediocre, e in più non sembra essere in grado di mettere in risalto il sapore del pesce. Quest’ultimo, a sua volta, vanta una carne che è sì compatta, ma che al palato si rivela quasi priva di sapore e senza note speciali.

Tonno-As-do-Mar

D’altro canto, sembra onnipresente e fin troppo dominante il sapore del sale. Ecco perché nella graduatoria il tonno As Do Mar si guadagna una sufficienza ma niente di più, anche a causa di un prezzo piuttosto elevato (determinato anche dai costi necessari per il marketing).

3) Posto:

Al terzo posto in classifica ecco il tonno in scatola più famoso, quello della Rio Mare. Greenpeace ne critica, in particolare, il celebre slogan, secondo il quale la carne di questo pesce e così tenera che si spezza con un grissino: una frase che non sembra essere confermata dai fatti. Nel mirino anche il costo, ritenuto esagerato soprattutto in relazione alla qualità (anche in questo caso sembrano incidere in misura significativa le spese per la pubblicità e per il marketing).

Tonno-Rio-Mare

Tra i punti a favore c’è il colore quasi roseo del tonno, ma per il resto Rio Mare pare guadagnarsi una sonora bocciatura, visto che il pesce ha un sapore lievemente salato ed e già sfaldato nella scatoletta (proprio per questo è impossibile che si spezzi con un grissino). Anche l’olio di oliva viene criticato, ed è ritenuto di qualità bassa.

2) Posto:

Il Tonno Nostromo, che viene apprezzato solo per il costo basso ma non per la qualità: la sua carne, infatti, è considerata poco compatta, e inoltre ha un colore più tendente al marrone che non al rosa.

Nostromo-Tonno

Inoltre, è sfibrata e presenta un sapore decisamente salato, con toni addirittura aciduli, se non metallici.

1) Posto:

Infine, chiude la graduatoria il Tonno Athena, poco presente nei centri commerciali ma molto diffuso nei discount. In questo caso sono molte le ragioni della critica, a partire dall’olio (del quale si mette addirittura in dubbio l’autenticità) e dalla consistenza della carne (che galleggia proprio nell’olio)

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Non va meglio con l’analisi del sapore, che sembra essere metallico e piuttosto anonimo. Insomma, si tratta di un tonno in scatola che è perfetto solo per chi vuole risparmiare e non è molto interessato alla qualità complessiva.

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