Spettacolo

Il ritorno di Alessandro Siani: “Il vero miracolo siete voi”

Si accettano miracoli, la commedia diretta e interpretata da Alessandro Siani, è partita benissimo ed è in vetta agli incassi al botteghino.

Alessandro Siani torna alla regia con “Si accettano miracoli” (al cinema dal 1 gennaio), la storia di tre fratelli separati da anni che dopo molto tempo si ritrovano, grazie a un miracolo che li cambierà per sempre.

50673

Un film che già dal titolo non lascia spazio a dubbi, così come la trama. C’era una volta Fulvio (Siani), tagliatore di teste senza scrupoli di una nota multinazionale, che dopo aver fatto piazza pulita dei rami secchi dell’azienda viene a sua volta licenziato. La sua reazione non esattamente composta gli costa cara: un mese di servizi sociali da scontare nella casa famiglia di suo fratello Don Germano (Fabio De Luigi), parroco di un piccolo borgo del sud d’Italia.

Da manager consumato e scaltro qual’è, Fulvio non ci mette molto a capire che per aiutare suo fratello, i bambini ed il paese, c’è bisogno di un vero e proprio “miracolo”. E quindi, all’insaputa di tutti, se ne inventa uno. Questa idea all’inizio sembra funzionare a meraviglia e quel borgo dimenticato da Dio si trasforma in un luogo di culto e pellegrinaggio per migliaia di devoti. Ma quando il Vaticano invierà sul posto i vescovi a fare le verifiche del caso, il piano di Fulvio comincerà a vacillare.

39090_ppl

Siani definisce questa storia una “favolissima” che prende spunto dall’attualità e dalla crisi e che parla delle preoccupazioni dell’Italia ma attraverso una storia fiabesca, quasi senza tempo.

Il vero campo da gioco della sua vita e del suo lavoro del regista (nato a Napoli il 17 settembre 1975) è proprio la sua terra. Infatti, il film è stato girato nel cuore della costiera amalfitana, a Scala e Sant’Agata dei Goti. E neanche a dirlo, è stato presentato ad Afragola il 29 Dicembre.

38366_ppl

Siani in ogni sala dell’ Happy Cinema ha urlato “Il vero miracolo siete voi” e ha affermato che il pubblico va capito perché ha bisogno di ridere e di respirare credibilità, soprattutto in questo periodo di crisi. E se nel fim l’attore e regista si inventa un miracolo, nella realtà invece i miracoli sono semplici: “Quando vado in sala e sento i bambini ridere, mi scoppia il cuore“.

Pagina 1 di 1

You Might Also Like